LMA

Il tunnel di lava che si tuffa nel mare

Lanzarote · 3 min di lettura

Il tunnel di lava che si tuffa nel mare

Quando il vulcano di La Corona entrò in eruzione, circa 21.000 anni fa, i suoi fiumi di lava fabbricarono senza volerlo un capolavoro: un tunnel di quasi otto chilometri che attraversa il nord dell'isola. Il livello del mare era allora molto più basso; quando gli oceani salirono, il tratto finale rimase sommerso — e oggi è il Túnel de la Atlántida, il tubo di lava sottomarino più lungo conosciuto al mondo: 1,6 chilometri di galleria sotto l'Atlantico. La Cueva de los Verdes e i Jameos del Agua sono le porte visitabili di questa cattedrale sotterranea. Pochi luoghi al mondo permettono di camminare dentro le vene di un vulcano — questo è uno di quelli.

Un tubo vulcanico si costruisce da solo. Durante un'eruzione, i fiumi di lava che scendono lungo il pendio si raffreddano prima all'esterno: la superficie si indurisce e forma un tetto, mentre all'interno la lava continua a scorrere, calda e protetta, come acqua in una tubatura. Quando l'eruzione finisce, il fiume si svuota — e resta lo stampo: una galleria cilindrica, con pareti lisce levigate dal calore, tracce del livello della "corrente" e goccioloni di lava congelati appesi al soffitto.

Il vulcano di La Corona, all'estremo nord dell'isola, fece questo in grande stile circa 21.000 anni fa, secondo le datazioni più citate. Il suo tubo principale percorre quasi otto chilometri dalle pendici del cono fino alla costa di Órzola — una delle più grandi gallerie vulcaniche del pianeta. In diversi punti, il tetto è crollato nel corso dei secoli, aprendo finestre naturali che qui chiamano jameos. Questi crolli sono oggi le porte d'ingresso: la Cueva de los Verdes, allestita con un'illuminazione magistrale, e i Jameos del Agua, che César Manrique trasformò nel simbolo dell'isola.

Ma il capitolo più sorprendente si trova sotto il mare. Quando La Corona eruttò, il pianeta viveva un'era glaciale e il livello dell'oceano era decine di metri sotto quello attuale: la costa era lontana, e la lava continuò a scorrere ben oltre la riva di oggi. Quando i ghiacci si sciolsero e i mari salirono, quell'ultimo tratto rimase sommerso così com'era, senza collassare. È il Túnel de la Atlántida: 1.600 metri di galleria sotto l'Atlantico, il tubo di lava sottomarino più lungo conosciuto al mondo. All'interno, oscurità totale, acqua salata immobile e una fauna da un altro pianeta che ha una sua card. Solo speleosub scientifici, con permessi ed equipaggiamento estremo, sono arrivati alla sua fine — dove il tunnel, semplicemente, sprofonda nella sabbia a oltre sessanta metri di profondità.

L'insieme è così eccezionale che costituisce il gioiello del Geoparco mondiale UNESCO che riconosce Lanzarote, ed è stata proposta persino la sua candidatura a Patrimonio Mondiale. Gli astronauti europei si addestrano nelle sue gallerie perché sulla Luna e su Marte esistono tubi identici, candidati a diventare le prime basi umane.

La prossima volta che sarai nella Cueva de los Verdes, spegni per un secondo l'immaginazione turistica e accendi quella geologica: sei dentro la tubatura di un vulcano, costruita da un fiume di fuoco, conservata intatta da prima che esistesse l'agricoltura. E sotto i tuoi piedi, oltre la riva, la galleria continua in silenzio verso il fondo del mare.

Scopri Lanzarote con LMA

Altre storie

Un'isola scolpita dalla naturaBianco, verde e vulcanico: l'architettura di LanzaroteCésar Manrique: l'artista che ha plasmato un'isolaUn oceano di avventureLa vita sotto le ondeMille anni di storieIl sapore di un vulcanoUna spiaggia per ogni umoreVino coltivato nella cenereL'isola che ha scelto la misuraDove gli atleti vengono a soffrireLe persone che hanno fatto quest'isolaLe Montagne del FuocoIl granchio cieco: bianco, minuscolo e unico al mondoVisitatori illustri: un palazzo regalato tra re e la casa che Omar Sharif perse a carte2.053 giorni di fuoco: la cronaca delle eruzioniColtivare senza pioggia: l'ingegneria contadina che stupisce il mondoIl giardino pensile di FamaraMezzo vulcano, un lago verde e una costa che ruggisceI licheni e le tabaibe: così torna la vita dopo un vulcanoIl diavolo di Timanfaya e la Vergine che fermò la lavaFigli illustri: il fisico di Einstein, la voce de "El talismán" e il barbiere di HaríaL'isola che i pirati non lasciavano in paceIl vento che spiega (quasi) tuttoSurf: El Quemao, Famara e l'onda che i campioni rispettanoVela: navigare il mare degli aliseiPuerto del Carmen: il paesino di pescatori dove tutto è cominciato (e l'angolo dei pappagalli)Sopravvivere senza pioggia: i trucchi delle piante costiereCreature di un altro mondo sotto i tuoi piediQuindici milioni di anni: la veterana dell'arcipelagoMalpaís, lajial, hornitos: impara a leggere le lave600 gradi sotto le tue scarpeDove gli astronauti imparano a camminare su altri mondiL'oro bianco: le saline che nutrirono mezza flottaLa cocciniglia: l'insetto che tinse di rosso mezza EuropaLa Graciosa: l'ottava isola, senza asfalto e senza frettaChi vive sull'isola (e chi la visita)?Ciclismo: la palestra invernale dei professionistiIl calendario dell'isola: un anno intero di feste ed eventiMaree: l'oceano respira due volte al giornoAloe vera: la farmacia verde dell'isolaI guardiani dell'isola: progetti che la proteggonoRacconti del diavolo di TimanfayaLa più grande riserva marina d'Europa è qui accantoOltre il turismo: cosa esporta l'isola